Tre prodotti che hanno conosciuto negli ultimi anni un boom senza precedenti in virtù delle loro proprietà nutrizionali. Ma quali sono i loro reali costi?

LA QUINOA

da migliaia di anni è un alimento fondamentale nella dieta delle popolazioni andine.  Perù, Bolivia ed Equador ne sono i maggiori produttori a livello mondiale. Negli ultimi anni ha conosciuto un boom senza precedenti nel mondo occidentale in virtù delle sue proprietà nutritive (rispetto ad altri cereali ha un alto contenuto proteico e non contiene glutine). Ma il suo successo sta alterando gli equilibri sociali e naturali dei paesi produttori. Se prima veniva coltivata sui pendii, mentre le piane erbose venivano relegate al pascolo di lama e alpaca, ora, per far fronte all’altissima richiesta, le piane erbose vengono destinate alle monoculture di quinoa facendo progressivamente sparire gli allevamenti.
Per massimizzare la resa vengono utilizzati grandi quantità di fertilizzanti che, impoverendo il suolo, hanno fatto quasi dimezzare la resa in pochi anni. I locali inoltre stanno smettendo di consumare questo cereale, perché più redditizio da vendere che da consumare. Ma ora che molti altri paesi stanno cominciando a produrla, un eventuale abbassamento del prezzo della quinoa potrebbe avere risvolti devastanti per i paesi del Centro America che sono sempre più dipendenti da questa coltivazione.

2 IL KAMUT®

è il nome commerciale di una varietà di grano khorasan, registrata dalla società del Montana, la Kamut International ltd (K.Int.). Viene coltivato solamente in Canada e Stati Uniti e venduto in tutto il mondo in regime di monopolio a seguito di una massiccia operazione di marketing. In realtà altre varietà di questo grano si possono trovare anche in Italia (es. la saragolla, grano Verna, Senatore Cappelli). Oltre ai costi ambientali dovuti al trasporto, la privatizzazione di un cereale solleva diversi interrogativi di carattere etico.

3 IL SALE DELL’HIMALAYA

ha conosciuto un boom negli ultimi anni poiché è un sale particolarmente puro, ricco di sali minerali e non viene trattato chimicamente. Viene però estratto dai giacimenti naturali creatisi nel corso di migliaia di anni sulla catena dell’Himalaya. L’altissima richiesta degli ultimi tempi sta impoverendo le miniere di sale che sono un patrimonio inestimabile non rinnovabile ed i costi ambientali legati al suo trasporto sono eccessivi. Inoltre le condizioni dei lavoratori nei giacimenti di sale sono spesso  al limite dello sfruttamento. I blocchi di sale vengono trasportati a spalla (spesso da donne) e l’aumento della richiesta non ha fatto che peggiorare le condizioni dei lavoratori nei giacimenti.

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