Se dal punto di vista nutrizionale non è ancora dimostrato che i cibi biologici siano migliori di quelli provenienti da coltivazioni tradizionali, il pericolo maggiormente paventato, quello dei residui chimici derivanti da pesticidi, può essere evitato, per alcuni tipi di prodotto, anche senza acquistare cibi provenienti da agricoltura biologica. Nel 2013 l’USDA (U.S. Department of Agricolture) ha testato 3000 prodotti agroalimentari e ha rilevato la presenza di più di 300 tipi di pesticidi su due terzi del campione analizzato. L’EWG (Environmental Working Group), un centro di ricerca no-profit ha stilato una classifica  degli alimenti più “puliti”, ovvero alimenti che hanno un minor rischio di contenere residui da pesticidi quando coltivati con metodi tradizionali.

Ecco i 6 alimenti che non devono essere necessariamente bio:

ANGURIA

ANGURIA

La scorza spessa dell’anguria trattiene le sostanze dannose che possono derivare da eventuali pesticidi

AVOCADO

AVOCADO
Su 3000 campioni analizzati EWG ha riscontrato tracce di pesticidi solo sull’1%. L’avocado è in testa alla classifica EWG.

KIWI

kiwi
Se vi trovate a dover scegliere tra una mela e un kiwi non biologici, quest’ultimo è di sicuro la scelta migliore. La coltivazione di kiwi raramente necessita di pesticidi.

CIPOLLA

cipolla

 Secondo l’EWG le cipolle contengono quantità di pesticidi sensibilmente inferiori rispetto ad altri tipi di prodotti coltivati in modo convenzionale.

PISELLI

PISELLI

Anche i piselli hanno una buccia spessa che li protegge da eventuali pesticidi.

CAVOLO

cavolo

Nemmeno il cavolo necessita di grandi quantità di pesticidi ed è ritenuto particolarmente sicuro.