Il global warming, ovvero riscaldamento globale, è uno dei problemi ambientali che maggiormente influirà sulle nostre vite a breve termine.  A subirne le immediate conseguenze sarà anche l'agricoltura.  Ecco i cibi che potrebbero diventare presto inaccessibili o addirittura scomparire.

I cambiamenti climatici avranno effetti negativi su flora e fauna in tutto il mondo e le conseguenze ambientali avranno ripercussioni sui cibi che abitualmente consumiamo. Alcuni di essi, sono addirittura a rischio di “estinzione”. Ecco una breve lista di 8 cibi che potrebbero scomparire con il riscaldamento globale.

MELE E CILIEGIE

La fioritura in primavera e i frutti in estate, per essere costanti ed efficienti, hanno bisogno di inverni freddi e di temperature rigide. Gli alberi da noce e le rosacee (come il ciliegio, il pesco, il melo o il pruno) sono tra i frutti che maggiormente risentono del riscaldamento globale e che potrebbero lentamente scomparire. Uno studio pubblicato nel 2011 da un team internazionale di scienziati sostiene che gli alberi da frutto che necessitano di un clima temperato come il melo,  che ha bisogno di un periodo di freddo affinché si ottengano raccolti economicamente sostenibili, potrebbero subire gli effetti dell’innalzamento delle temperature. I produttori di mele si dovranno preparare a coltivare varietà che richiedano temperature meno rigide.
Inoltre le mele del futuro potrebbero avere un sapore diverso: uno studio giapponese sostiene che con l’innalzamento delle temperature le mele si faranno via via più dolci e meno croccanti.

PANE

I prezzi dei cereali in meno di un anno sono raddoppiati. Incendi e inondazioni hanno danneggiato i raccolti in diverse aree del pianeta. Inoltre il lento ma inesorabile innalzamento delle temperature negli ultimi decenni ha anticipato i tempi della semina e reso i raccolti sempre meno abbondanti. Se consideriamo lo spettro della crisi alimentare, e il fatto che la produzione del grano nei prossimi anni sarà sempre più nelle mani di poche multinazionali, il pane potrebbe non essere più un genere di consumo facilmente reperibile oltre che economico per tutte le tasche. Stando a quando affermato dagli esperti, nel giro di vent’anni il costo del pane potrebbe salire del 90%.

CAFFÈ

Il caffè è la bevanda più consumata al mondo ed è la seconda materia prima più commercializzata dopo il petrolio, ma le temperature sempre più elevate potrebbero far si che il caffè diventi in relativamente poco tempo un bene accessibile a pochi. Tale innalzamento, unitamente al fatto che le piante saranno sempre più soggette al proliferare di funghi e specie invasive, farà sì che le coltivazioni di questa pianta necessiteranno di altitudini sempre maggiori con il conseguente aumento dei costi di produzione. Alcuni esperti sostengono che in Africa i territori dedicati a questa coltivazione potrebbero diminuire del 65%-100% entro il 2080.

MIELE

Uno dei segnali immediati dell’innalzamento delle temperature è stata la moria di api e la diretta conseguenza di ciò potrebbe essere la scarsa reperibilità del loro miele. Fortunatamente le api sono animali facilmente adattabili alle condizioni climatiche nelle quali si trovano e non è detto che non possano far fronte anche ai cambiamenti di temperatura.

UVA E VINO

Il riscaldamento globale potrebbe comportare più verosimilmente uno spostamento delle zone di coltivazione, anziché una crisi della produzione di vino.

PESCE

Anche il mare non resta immobile di fronte ai cambiamenti climatici e subisce il global warming come la terra. A pagarne le conseguenze saranno anche i pesci che lo popolano: l’acidificazione dell’acqua mette costantemente a repentaglio la vita dei suoi abitanti che potrebbero sparire. A rischio più di altre specie sono conchiglie ed esoscheletri, gamberetti e aragoste dunque, ma anche salmoni e merluzzi che per riprodursi hanno bisogno di temperature che non superino gli otto gradi.

BIRRA

Anche la birra è una vittima dei cambiamenti climatici, essendo per i produttori sempre più difficile assicurarsi risorse idriche costanti. Alcune varietà di luppolo sono sempre più difficili da reperire e gli inverni sempre meno rigidi hanno come conseguenza rese sempre più scarse e raccolti anticipati.

CIOCCOLATO

Ghana e Costa d’Avorio sono tra i più importanti produttori di cacao a livello globale. Metà del cacao mondiale viene prodotto da questi paesi: purtroppo le piantagioni di cacao sono fortemente a rischio a causa del riscaldamento globale sempre crescente e l’innalzamento di soli tre gradi potrebbe avere disastrose conseguenze per i paesi la cui economia si regge su questa coltivazione. Verosimilmente il cacao non sparirà, ma assisteremo allo spostamento delle zone di coltivazione.

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