Scopri la sostenibilità sociale ed ambientale e la valutazione degli ingredienti dei prodotti a marchio Danone
Danone:
Danone Sa, 15, Rue du Helder, 75439 Paris Cedex 09, Parigi.

FATTURATO:
21,1 miliardi di euro (2014)

MARCHI PRESENTI:
Actimel, Activia, Aptamil, Chiquita, Danacol, Danaos, Danette, Danito, Danone, Dan’up, Essensis, Evian, Mellin, Milupa, Vitasnella

INFORMAZIONI GENERALI

Il Gruppo Danone nasce nel 1972 attraverso la fusione di Gervais Danone e Bsn, Boussois Souchon Neuvesel. In Italia il primo stabilimento viene aperto nel 1976 a Nichelino, in provincia di Torino, mentre nel 1991 viene inaugurato lo stabilimento di Casale Cremasco (CR) nell’ottica di soddisfare la crescente domanda del mercato nazionale. Negli anni ‘80 e ‘90 ha acquisito marchi alimentari italiani, come Galbani nel 1989 (ceduta nel 2003), oltre a quote di Birra Peroni e Star. Attualmente Danone è presente in Italia con le divisioni Prodotti Lattieri Freschi (Danone S.p.A.), Nutrizione Infantile (Mellin S.p.A.) e Nutrizione Medica (Nutricia S.p.A.).
Si colloca al 422° posto tra tutte le imprese mondiali come fatturato e al 6° nel settore alimentare. E’ il primo produttore mondiale di yogurt e il secondo, dopo Nestlè, di acqua in bottiglia e latte in polvere per bambini.
Ha fatturato nel 2014 circa 21 miliardi di euro con un profitto di 1,6 miliardi. La proprietà del gruppo è divisa tra migliaia di azionisti (l’83% dei quali è rappresentato da istituti finanziari), nessuno dei quali, a parte il gruppo finanziario MFS, possiede più del 5%.

AREE DI PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE

Danone opera attraverso 186 stabilimenti produttivi, impegnando  più di 100.000 dipendenti in 5 continenti.
Il gruppo produce e commercializza i propri prodotti in 130 paesi attraverso diversi marchi alimentari riconducibili a quattro settori: acqua in bottiglia (Evian, Volcic, Bonafont, Aqua), yogurt e derivati del latte (Danone, Vitasnella, Actimel, Activia, Danette, Danito, Danaos, Essensis, Dan’up, Danacol), latte in polvere e alimenti per bambini (Mellin, Milupa, Aptamil, Nutricia etc), integratori e prodotti dietetici (Nutricia).

SOCIETÁ E AMBIENTE

Dal punto di vista ambientale, nel proprio Rapporto di Sostenibilità del 2014, Danone segnala come, nonostante un trend positivo che ha visto una graduale riduzione dei consumi di acqua dal 2010 al 2013, nel 2014 vi sia stato un aumento dell’8% circa (m³/Tonnellata di prodotto). Nello stesso periodo la quantità di rifiuti in rapporto alla produzione è diminuita del 5,5 %, mentre l’emissione di gas serra è aumentato del 3,1%. Nel 2013 Danone ha stretto un accordo con Edf Fenice per il miglioramento dell’efficienza energetica di 80 siti produttivi in tutto il mondo.

Nel rapporto 2014 “Scopri il Marchio” di Oxfam – che analizza l’approccio delle multinazionali alimentari secondo sette dimensioni di analisi (Terra, Genere, Agricoltori, Lavoratori, Clima, Trasparenza, Acqua) – Danone totalizza un punteggio di 29/70, quindi ampiamente sotto la sufficienza. Nello stesso rapporto viene sottolineato come, a differenza di altre aziende,  “sul tema dell’acqua Danone non ha fatto miglioramenti nell’ultimo anno” mentre “per quanto riguarda il tema dei contadini, quattro aziende, Danone, General Mills, Nestlé e Unilever, sono di poco migliorate”. Il rapporto inoltre afferma che “nessuna azienda stia assumendo impegni forti in nessuna delle questioni che risultano importanti per gli agricoltori, come quella di ricevere un salario dignitoso e di assicurare che i rischi della produzione siano sostenuti in maniera più giusta da entrambe le parti”. Danone attraverso una replica ufficiale contesta ad Oxfam alcune delle conclusioni presenti nel rapporto, rimandando al sopra citato report di sostenibilità pubblicato nel 2014.

L’associazione Ibfan (International Baby Food Action Network) che lavora per contrastare la mortalità infantile nel mondo, nel suo rapporto Breaking the Rules, Stretching the Rules (2014) inserisce Danone tra le aziende che violano il Codice internazionale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) sulla commercializzazione di prodotti sostituti del latte materno. Secondo l’OMS infatti l’allattamento artificiale nei paesi del Sud del mondo comporta, rispetto all’allattamento al seno, un innalzamento sensibile delle probabilità di morte infantile per diarrea e polmonite. Danone, attraverso una replica ufficiale, dichiara di aver esaminato tutte le 132 violazioni presenti nel report e riferite al periodo 2011-13: di queste 89 vengono ritenute infondate, 6 ascrivibili a responsabilità di terzi, 3 a Lactalis (non facente parte del gruppo Danone dal 2008). Per quanto riguarda le rimanenti 34 violazioni, seppur ritenute non in contrasto con la legislazione vigente nei paesi dove queste sono avvenute, Danone assicura di aver intrapreso le necessarie misure. Resta da vedere se Ibfan si riterrà soddisfatta delle spiegazioni fornite, dato che già nel 2007 Danone aveva promesso a Ibfan di rivedere le proprie politiche commerciali, ma appurato che nel 2010 la situazione era rimasta immutata, l’associazione aveva affermato in un comunicato stampa che “il tempo passa e i tempi sono quasi maturi per il lancio di un boicottaggio internazionale al pari di Nestlé”.

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE

Danone aderisce assieme a molti altri marchi a CIAA – la Federazione europea delle industrie alimentari – che nel 2010 ha portato avanti una campagna andata a buon fine e costata più di 1 mld di euro al fine di contrastare una proposta del parlamento Europeo che voleva introdurre un sistema di bollini in grado di rendere riconoscibili gli alimenti da evitare o meno in base al contenuto di grassi.

Nel 2010 Danone ha finanziato le forze armate USA per 12,6 mln di dollari.

Possiede filiali in diversi paesi amministrati da governi oppressivi quali Russia, Arabia Saudita, Colombia, Egitto, Iran, Messico, Cina, Indonesia, Malaysia, e, tramite partecipate, in Israele e Bangladesh.

E’ stata accusata in diverse occasioni di condotta ingannevole nei confronti dei consumatori: negli Stati Uniti Dannon Company Inc. è finita sotto inchiesta per una campagna ingannevole in cui agli yogurt Activia e DanActive venivano attribuite proprietà terapeutiche senza fondamento scientifico. L’azienda ha patteggiato una multa di 21 mln di dollari.

Nel maggio 2010 Bledina, filiale di Danone, ha dovuto ritirare dal commercio diversi lotti di preparati per l’infanzia destinati ai mercati di Europa, Africa, Medio Oriente e Centro America perché contenevano pesticidi in valori non ammessi per l’infanzia.

Nel 2009 ha ricevuto dall’autorità per l’Antitrust in Italia una multa di 300 mila euro per pubblicità ingannevole di Activia e Danacol.

Danone è nella lista Greenpeace France perchè figura tra le imprese che non garantiscono la provenienza del latte da bestiame non alimentato con OGM.

CERTIFICAZIONI

FSSC 22000
ISO 22000
ISO 9001

FONTI

Rapporto di Sostenibilità 2014
Codice di Condotta del Gruppo Danone
Documento sugli Azionisti Chiave Danone (2014)
www.danone.com
www.danone.it
Il Sole 24 Ore (1)
Il Sole 24 Ore (2)
Guida al consumo critico – Centro Nuovo Modello di Sviluppo

ATTENZIONE: il voto di questa scheda potrebbe basarsi su dati incompleti poiché l'azienda
NON HA ANCORA RISPOSTO AL QUESTIONARIO