scheda azienda riso scotti - quotidiano sostenibile
Riso Scotti:
Via Torretta 23, 27100 Pavia

FATTURATO:
166,4 mln € (2014)

MARCHI PRESENTI:
Riso Scotti

INFORMAZIONI GENERALI

Riso Scotti S.p.A. originariamente nasce nel 1860 come azienda agricola dedita alla raccolta del riso grezzo presso i contadini della zona e per i quali  lavorava il cereale poi commercializzato verso terzi. Nel 2000 l’azienda inizia la diversificazione produttiva, con l’inserimento di prodotti come la pasta di riso, il latte di riso e i sostituti del pane. Riso Scotti oggi è un gruppo strutturato in comparti aziendali dedicati: Riso (Riso Scotti Snack, Riso Scotti Ingredients, Parboriz, Antarees, C.R.&S., Soffiato (Enal, Enac, Ceralprisco), Agricolo (aziende agricole di produzione), Internazionale (Riso Scotti Danubio, Enal Romania). Oltre al settore alimentare, il gruppo opera anche in quello energetico, attraverso la produzione di energia da biomasse con la società Riso Scotti Energia Srl.
Nell’agosto del 2013 Riso Scotti sigla un accordo di collaborazione commerciale e industriale con la multinazionale spagnola Ebro Foods che opera nel settore del riso, pasta e sughi. Ebro Food acquista una quota azionaria pari al 25% del capitale di Riso Scotti che comunque mantiene la maggioranza assoluta del gruppo.

AREE DI PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE

Nel 2004 viene inaugurato il nuovo polo produttivo della società chiamato “Bivio Vela” su una superficie di 135.000 metri quadrati, con una capacità produttiva di un milione di quintali di prodotto lavorato. Scotti ha inoltre stabilimenti produttivi in Romania dove, nel 2005, avvia il “Progetto Danubio”, un progetto agro-industriale che ha sancito di fatto il processo di internazionalizzazione del marchio. In Romania il gruppo è proprietario anche di alcuni appezzamenti di terreno coltivati a riso per una superficie di 11mila ettari.
La capacità produttiva del gruppo si attesta, per il riso bianco a circa 130.000 q risone/mese, per il riso parboiled 80.000 q risone/mese.
Oggi Riso Scotti distribuisce i suoi prodotti in oltre 60 Paesi nel mondo, di cui 23 extra-europei: circa il 32% del fatturato totale proviene dalla vendita all’estero.

SOCIETÀ E AMBIENTE

Filiera Sul sito ufficiale si legge che il “requisito fondamentale alla base della nostra realtà risiera è il controllo qualità di filiera: dalla selezione degli agricoltori partner fino al risultato nel piatto“. Sul sito ufficiale non ci sono riferimenti più puntuali in merito agli impegni adottati dall’azienda in ambito sociale ed ambientale, così come non vi sono informazioni precise sulla rintracciabilità di filiera.

CERTIFICAZIONI

Sul sito ufficiale vengono riportate le seguenti certificazioni:

ISO 9001
ISO 14001

CONTROVERSIE

Numerose le controversie tra l’azienda e i lavoratori. A riguardo la testimonianza di Marco Magnani, delegato della Cisl di Pavia, nell’impianto di incenerimento di Riso Scotti Energia: “Non ci hanno mai fatto entrare. Se qualcuno si iscriveva al sindacato e le cooperative lo venivano a sapere, veniva subito allontanato. La filosofia dell’azienda è sempre stata quella di tenerci fuori perché da dentro avremmo potuto monitorare le attività e quindi denunciare l’utilizzo di rifiuti nocivi e pericolosi (riferendosi all’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti). Ma anche all’interno dell’azienda Riso Scotti non si riesce a entrare, sia chi lavora nel settore agricoltura sia nella sezione facchinaggio non è comunque legato alle associazioni sindacali”. (Lettera 43, Antonietta Demurtas, Riso amaro, 22 novembre 2010).
L’accusa di traffico illecito di rifiuti è valsa, nel novembre 2010, l’arresto dei dirigenti della società Riso Scotti Energia. In particolare: Angelo Dario Scotti, vicepresidente di Riso Scotti Energia e amministratore delegato di Riso Scotti Spa, è stato arrestato con l’accusa di traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni di ente pubblico, frode in pubbliche forniture, corruzione per atti contrari ai doveri dell’ufficio. La questione risale al novembre 2010, quando l’inceneritore di Riso Scotti a Pavia era stato posto sotto sequestro e sette dirigenti della società Riso Scotti Energia arrestati con l’accusa di traffico illecito di rifiuti: secondo i magistrati, l’inceneritore, progettato per produrre energia dalla combustione di scarti vegetali prodotti dalla riseria del gruppo, veniva utilizzato anche per bruciare materiali diversi e provenienti da altre ditte, quali legno, plastiche, imballaggi, fanghi di depurazione di acque reflue urbane e industriali.  Alla vicenda si legano anche le tangenti pagate da Dario Scotti a funzionari compiacenti del gestore dei Servizi energetici di Roma. (La Repubblica, Tangenti sui rifiuti, arrestato patron del Riso Scotti, 8 giugno 2011). Nel corso di questa inchiesta nel 2012 alla Riso Scotti Energia vengono sequestrati beni per un valore di 16 milioni di euro su disposizione del Tribunale di Roma.

FONTI

RisoScotti
Lettera 43
La Repubblica

ATTENZIONE: il voto di questa scheda potrebbe basarsi su dati incompleti poiché l'azienda
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