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Una breve premessa…

Ridurre la plastica in modo sensibile costa tempo e denaro. Non prendiamoci in giro. La diffusione della plastica in modo incontrollato è stata una diretta conseguenza della nostra esigenza di fare (ma soprattutto mangiare) più velocemente e a costo più basso. Quindi partiamo dal presupposto che la maggior parte delle azioni o dei prodotti qui elencati implicheranno un dispendio di tempo ed un costo maggiore. Dobbiamo invertire questa tendenza che ci ha voluto consumatori fugaci e sempre orientati al minor prezzo. 
In altre parole, per ridurre in modo sensibile la plastica ci vuole impegno, che si tradurrà nel lungo periodo, nell’interiorizzare delle azioni che potranno con il tempo diventare delle abitudini, di cui sentiremo sempre meno il peso. E per far fronte alla maggiorazione dei costi a cui siamo abituati, dobbiamo semplicemente entrare nell’ottica di consumare meno. Meglio ma meno.

Altra breve premessa: guardiamo nel bidone della plastica

Per capire come ridurre la plastica in modo sensibile dai innanzitutto un’occhiata al bidone della differenziata e cerca di capire quale sia la maggiore fonte di plastica in casa tua. Fai la stessa cosa guardando dentro il tuo frigorifero e facendo un’analisi di quali sono i prodotti che ad una prima occhiata implicano un maggior consumo di plastica.  Con un po’ di costanza riuscirai a cambiare il tuo modo di comprare e i comportamenti virtuosi diventeranno per te routine. 

La plastica è uno dei materiali più impattanti il cui uso a livello globale sta mettendo a dura prova gli ecosistemi del pianeta. Nel 2018 ne sono stati prodotti 359 milioni di tonnellate. Numeri che a dispetto di una sempre maggiore sensibilizzazione dei consumatori possono sembrare scoraggianti a chi vorrebbe iniziare un percorso verso uno stile di vita meno impattante. Ma, per citare il Mahatma Gandhi, dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere. Quindi iniziare da noi stessi è il primo passo per cambiare le cose.

e…non ti scoraggiare

Dunque, anche se sono i tuoi primi passi verso uno stile di vita più green e se consideri impossibile raggiungere quei mostri di virtù a impatto zero che producono un barattolino di rifiuti all’anno, ecco dieci modi accessibili a tutti per iniziare un percorso verso una riduzione sensibile dei rifiuti in plastica. 

1 – BEVI L’ACQUA DEL RUBINETTO

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Bere l’acqua del rubinetto non solo è il modo più efficace di ridurre la plastica in casa ma è anche la scelta più etica che possiamo fare. Se non siete sicuri dell’acqua di casa vostra, Altroconsumo ha promosso un progetto in crowdfunding, We test water che ti da modo di analizzare l’acqua di casa tua con un kit che ti viene spedito a casa. Scegli tu quali contaminanti ricercare. Inserendo il tuo CAP puoi visualizzare i risultati nel casi in cui qualcuno della tua zona abbia già richiesto il test. Tra i contaminanti che è possibile individuare ci sono anche PFAS e glifosato.

Usa la borraccia

borraccia

La borraccia è un validissimo oggetto se stai molte ore fuori casa e vuoi evitare di comprare l’acqua in bottiglia di plastica. Le più funzionali sono quelle svitabili, che consentono una maggiore pulizia. Per quella che vedete nell’illustrazione trovate il link qui sotto.

Bottiglia Thermos - 4ever Bottle
12 ore caldo e 24 ore freddo!
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2 – CUCINA IL PIÙ POSSIBILE

Per ridurre la plastica gli spazzolini di bambù e le cannucce di metallo sicuramente aiutano ma se guardiamo nel bidone della plastica non lo vedremo pieno di spazzolini, la stragrande quantità di rifiuti a base di plastica è rappresentata dagli involti dei prodotti alimentari. La plastica sottile che viene utilizzata per avvolgere i crackers, i biscotti monouso, i vasetti dello yogurt, le buste dei surgelati o dei sacchetti di patatine. Sicuramente oggi è più difficile preparare tutto da sé, soprattutto se si lavora e se si hanno figli. Ma se consideriamo che gli ingredienti base per cucinare la maggior parte degli alimenti (farina, uova, zucchero, sale, burro) li possiamo trovare in confezioni di carta, è facile intuire come più cuciniamo e meno plastica consumeremo. L’autoproduzione non è solo un modo per restituire al cibo l’importanza che deve avere ma è anche un modo per ridurre gli scarti di plastica.

Si, è vero, ma secondo te con tre figli due cani e un lavoro posso mettermi a produrmi lo yogurt e i biscotti? 

Cominciamo da una torta, dal pane una volta ogni quindici giorni. È una questione di organizzazione e, si, di tempo. Ma impieghiamo questo tempo per cucinare e scopriremo che, anche se rallentiamo o ci prendiamo mezz’ora per impastare, il mondo non andrà a rotoli.

3 – COMPRA NEI NEGOZI DI PRODOTTI SFUSI

È vero, non raccontiamoci bugie, la spesa sfusa è mediamente più costosa di una spesa in un qualsiasi supermercato, e richiede più tempo. Ma oltre ad essere il più delle volte biologica e di qualità superiore, molto spesso è composta da prodotti di origine locale. Possiamo quindi attuare un compromesso. Se non possiamo permetterci di comprare tutto al negozio di prodotti sfusi acquistiamo solo quei prodotti che al supermercato sono necessariamente venduti in confezioni di plastica. Pensiamo ad esempio ai legumi, ai cereali, al riso o alla frutta secca.

Sfusitalia.it è  la mappa dei negozi sfusi in Italia, dove potete cercare il più vicino a casa vostra

4 – SE PROPRIO DEVI ANDARE AL SUPERMERCATO EVITA LA PLASTICA

La scelta più etica, anche nell’ottica della riduzione del consumo di plastica è approvvigionarsi presso un GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) della vostra zona. E, come già detto, l’autoproduzione per i prodotti lavorati. Ma se proprio non ci è possibile autoprodurre lo yogurt, cerchiamo di scegliere quello in confezione di vetro. Costa di più? È vero. Consumiamone di meno. Se vogliamo comprare le bibite gassate, prendiamole nel barattolo di alluminio, che almeno è completamente riciclabile. È un duro lavoro, ma con un po’ di costanza si impara a selezionare i prodotti velocemente.

5 – COMPRA DETERSIVI ECOLOGICI ALLA SPINA

I detersivi ecologici ormai si trovano ovunque, anche nei normali supermercati, ma ha davvero senso comprare un detersivo bio con un flacone di plastica? Certo è preferibile ad un detersivo tradizionale, ma se potessimo rinunciare anche a produrre rifiuti quando rifiutiamo di introdurre in casa nostra sostanze chimiche dannose?

Ecco una piccola mappa che vi può aiutare a individuare il negozio che vende detersivi sfusi più vicino a casa tua. Detersivosfuso.it è una mappa neonata, è ancora incompleta ma a cui potete contribuire anche voi segnalando il negozio più vicino a casa vostra. Sarà un valido aiuto anche per chi vide nella vostra zona.

6 – COMPRA LATTE ALLA SPINA

latte-alla-spinaAnche il tetrapack, sebbene in quantità ridotta, contiene una percentuale di plastica. In Italia ci sono numerosi distributori di latte crudo alla spina. Milk map  è la mappa aggiornata che potete consultare per vedere qual è il distributore di latte crudo più vicino a casa vostra

7 – EVITA I PANNOLINI TRADIZIONALI

pannolini-lavabiliUtilizziamo pannolini ecologici. Ce ne sono di molte marche, alcuni hanno una tenuta mediocre, altri, come quelli che trovate a questo link, sono per me i più resistenti. Sono senza cloro, lattice o profumi sintetici, una versione ecologia e biodegradabile del classico pannolino usa e getta. 

oppure, soluzione ancora più economica, utilizziamo i pannolini lavabili.

Non fare quella faccia. Chi si è già affacciato al mondo dei pannolini lavabili sa che dietro c’è, appunto, un mondo. Destreggiarsi tra le varie tipologie di prodotti, imparare ad utilizzarli in modo corretto e farci l’abitudine, può sembrare un’impresa titanica, ma non lo è. Una volta preso il via scoprirete che oltre ad un massiccio risparmio di pannoloni immessi nell’ambiente (si calcola che nell’arco dei quasi tre anni in cui il bambino non è in grado di fare i suoi bisogni in modo autonomo vengano consumati circa 5300 pannolini, per un costo di circa 1.800 €, per quelli più economici). Un set di pannolini lavabili (ne possono servire all’incirca una quindicina) costa all’incirca 500 €, e sono taglia unica, adattabili alla misura del bambino in crescita. Un notevole risparmio, no?

 

Charlie Banana è una delle marche più apprezzate dalle mamme ma ciascuna può farsi la sua opinione. Sparse per il territorio sono ormai tantissime le cosiddette pannolinoteche, che svolgono un’attività di consulenza e di prestito: ti vengono prestati diversi tipi di ciripà prima che tu scelga quello che più fa per te. 

8 – USA PRODOTTI SOLIDI PER L’IGIENE PERSONALE

Per l’igiene personale possiamo rifornirci di saponi alla spina. I più temerari possono cimentarsi nell’autoproduzione. In questi giorni di quarantena Fattiamano.org che di solito organizza workshop di autoproduzione a Milano ha preparato un videocorso per la produzione di shampo solido. Oltre al videocorso è possibile acquistare anche il kit di ingredienti per la produzione. 

Se invece volete acquistare prodotti solidi già fatti l’offerta oggi è ampia. il costo di uno shampoo o di un balsamo si aggira solitamente sui 10 € ma ha una durata di circa il doppio di una normale confezione di shampoo. Ne potete trovare una vasta scelta qui 

9 – BASTA ASSORBENTI USA E GETTA

assorbenti-riutilizzabiliLe alternative all’assorbente usa e getta sono due. La coppetta e gli assorbenti riutilizzabili. Una cosa non esclude l’altra. Molto spesso si utilizza la coppetta nei giorni di flusso più intenso, e l’assorbente riutilizzabile negli ultimi due giorni, quando il flusso diminuisce. La coppetta richiede un periodo di adattamento ma generalmente non ha controindicazioni.

 

10 – USA TESSUTI NATURALI, es: la shopper di tela

shopper di tela bioshopping-bag-tutorialDa quando in Italia sono state aboliti i sacchetti di plastica monouso, le nostre case si sono riempite di shopper riutilizzabili di plastica. Sostituiamole con borse altrettanto resistenti ma fatte di tela, sono più belle. Per chì ha qualche abilità con il cucito in rete trovate diversi tutorial per autoprodurla. Quella che vedete nella foto è la più bella che ho trovato, è ricavata da una borsa di plastica. Potete trovare il tutorial qui 

Se invece volete comprarla, per voi o per fare un regalo potete trovare quella dell’illustrazione, una shopper traforata in cotone biologico, qui

Ridurre la plastica è un lavoraccio, soprattutto all’inizio. E probabilmente è un processo lungo, soprattutto per le famiglie più numerose, che richiede tempo e dedizione. Ma iniziamo dal primo passo, e quando avremo interiorizzato un’abitudine potremo passare alla successiva.

In ultima: diffondi!

All’inizio, quando andavo al bar e chiedevo espressamente una bottiglia di vetro, le mie figlie si vergognavano. Ora si sono abituate. E spero che più avanti, quando andranno al bar da sole, faranno altrettanto. Dei comportamenti virtuosi non bisogna vergognarsi. Anzi, portarli avanti con orgoglio fa si che quello che prima veniva visto come un vezzo un po’ strambo possa diventare la norma. Per cui, un passo fondamentale per ridurre la plastica è quello di iniziare a creare consapevolezza intorno a noi.

 

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