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Che i pannolini usa e getta rappresentino un problema ambientale è ormai risaputo. Quello che ancora non si sa a sufficienza è che la tecnologia dei pannolini lavabili ha fatto negli ultimi anni passi da gigante, offrendo un prodotto ecologico che è comodo da usare e pratico anche per le famigli moderne.

Erica Spaziani ha perso il suo lavoro di segretaria in un’azienda informatica quando è rimasta incinta di suo figlio e ha dovuto reinventarsi. Aveva un sogno nel cassetto, quello di fare qualcosa che fosse suo e per farlo è partita dalla sua passione per i  pannolini lavabili. Ma come è iniziata questa passione?

“Li ho conosciuti cercando un regalo particolare per un’amica, ancora non avevo figli, c’era una farmacia vicino casa mia che li teneva, e me ne sono innamorata. Facendo poi proseliti. Quando è nato, mio figlio aveva già pronto il suo bel parco pannolini. Al corso pre-parto ho fatto proselitismo tra le mamme. E da lì è nata questa avventura, in modo molto spontaneo. Sono diventata consulente per Non solo Ciripà associazione non a scopo di lucro che da anni diffonde la cultura dei lavabili. Grazie all’associazione ho accesso a tutta una serie di informazioni che vanno oltre la semplice esperienza personale. Ho modo di confrontarmi con i produttori, con ortopedici e dottori sui materiali, sui prodotti.

LUOGHI COMUNI SUI PANNOLINI LAVABILI

Ma vediamo quali sono i luoghi comuni più diffusi quando si parla di pannolini lavabili e cerchiamo di sfatarli.

Richiedono troppo lavoro/tempo

L’associazione pediatri per un mondo possibile (ACP) ha pubblicato uno studio che dice che l’impegno in termini di tempo è stimato in 8 minuti al giorno. Ben lontano dalla percezione che comunemente si ha. Tutti i lavabili vanno in lavatrice, ci sono soluzioni come l’all in one che non sono altro che l’alter ego dell’usa e getta. Si tratta semplicemente di trovare la propria piccola routine con serenità. L’usa e getta è stato una rivoluzione per le nostre mamme o nonne che non erano dotate di lavatrice, ma oggi con le tecnologie che abbiamo a disposizione è un prodotto più che gestibile,

Costano troppo

Spaventa, ma anche questa è una credenza errata. Molto spesso i lavabili vengono scelti dalle famiglie non per motivi ambientali ma proprio perché si scopre che in confronto con l’usa e getta c’è, sul lungo periodo, un notevole risparmio. “Considera che ci vogliono circa 6000 usa e getta nell’arco di due anni e mezzo di vita pannolinata del bambino. 
Anche se lo troviamo in offerta un pannolino usa e getta non lo paghiamo meno di 20 centesimi al pezzo, se poi vogliamo fare la scelta ecologica lo paghiamo minimo 50 centesimi. Ora moltiplichiamo questa cifra per 6000. Andiamo a spendere nel migliore dei casi circa 2500 euro senza contare i soldi spesi in creme per irritazioni e quant’altro. Con il lavabile abbiamo una forbice che va dai 150 agli 800 per gli articoli più costosi.

Non sono igienici

Il lavabile va lavato a 60 gradi, temperatura in cui muore il 90% dei batteri fecali. L’usa e getta inoltre non è sterile, viene lavorato e manipolato prima di arrivare nelle nostre case. Eppure nella percezione comune usa e getta è sinonimo di sterile.
Le mutande dopotutto le riutilizziamo, perché il pannolino no? Ci sono espedienti come il velino usa e getta in fribra di mais o fibra di bambu che evitano il contatto con le feci e redono più comodo il cambio.

C’è troppa informazione/non so da dove cominciare

La selva di informazioni a disposizione scoraggia un po’. Ma come in tutte le cose che ci sembrano troppo complicate, basta avvicinarsi un po’ e si vede subito più nitido. Erica fa uno o due incontri informativi online ogni mese, se volete approfondire visitate la sua pagina Facebook . Alcuni di questi incontri sono solo sul lavaggio (la fase che solitamente spaventa perché c’è troppa informazione, spesso senza base scientifica).

DEI PANNOLINI LAVABILI SI PUÒ FARE UN USO IBRIDO

“Alcuni trovano la serenità usandoli di notte, o solo di giorno. In alcune famiglie li usano solo i genitori perché i nonni si rifiutano. La parola d’ordine è libertà. Usando anche 1 solo lavabile al giorno, sono 375 usa e getta sottratti all’ambiente. Sono scelte e come tali vanno rispettate. Detto questo a mio parere usare solo pannolini usa e getta è un po’ come usare tutti i giorni stoviglie di plastica per mangiare. Se si usano andrebbero utilizzati solo in caso di emergenza.”

COME TROVARE LA SOLUZIONE OTTIMALE

Molti si scoraggiano perché comprano a caso e trovano il prodotto sbagliato. Per questo Erica dà tanta importanza alla consulenza. “È un punto di partenza fondamentale ed è importante che chi si affaccia per la prima volta a questo mondo non si senta smarrito. Il lavabile è da vedere come un capo di abbigliamento, ci sono tanti modelli e tante vestibilità. Alcuni si spaventano davanti alla scelta. Il segreto sta nel trovare il proprio. Mentre l’usa e getta è un prodotto standardizzato, comprare un lavabile a caso sarebbe come comprare un paio di pantaloni senza guardare le caratteristiche che lo rendono adatto a noi.”

Quando si incontra qualche ostacolo ci si scoraggia, ma c’è sempre una soluzione. Perdite, pannolino che non regge, sono tutte cose che con un po’ di conoscenza si risolvono. Il consiglio è quello di trovare un prodotto che calzi perfettamente, con un equilibrio tra prezzo e qualità che vada bene lungo tutta la vita pannolinata del bambino.

PRODOTTI DA TUTTO IL MONDO

“Una delle fucine di lavabili è l’insospettabile Repubblica Ceca. E poi gli USA. Alcuni produttori USA propongono materiali che si distinguono per prestazioni e qualità. Ci sono produttori favolosi anche in Italia, ma sono pochi rispetto all’estero”.

I marchi che Erica ha scelto sono selezionati sulla visione etica dell’azienda  oltre che sulla qualità dei prodotti. Quasi tutti sono laboratori artigianali o piccole aziende a conduzione familiare. Generalmente i pannolini sono cuciti a mano. Spesso sono mamme che hanno iniziato a fare i pannolini per i loro bimbi e poi ne hanno fatto un lavoro.  Thirsties ad esempio è un’azienda del Colorado a conduzione familiare che ha un magazzino interamente alimentato ad eolico. Le sarte, se sono mamme, lavorano da casa.

I LAVABILI SONO ECOLOGICI

Questo è risaputo, ma è bene porre l’attenzione sul fatto che in Italia si consumano ogni anno 170 mila tonnellate di usa e getta, rifiuti che si smaltiranno forse tra cento anni. Senza considerare che spesso al loro interno ci sono diossina e dei metalli pesanti che non fanno bene all’ambiente. I pannolini lavabili sono in tessuto naturale, molto spesso biologico.

I LAVABILI NON IRRITANO LA PELLE DEL BAMBINO

Con i lavabili si smette di usare creme anti irritazione. Rovinano il pannolino, ma comunque non servono. Le irritazioni sopraggiungono quando la pelle delicata del bambino va a contatto con il SAP (Sodio Poliacrilato). Oltre al fatto che gli usa e getta sono sbiancati con il cloro e spesso contengono diossinaprofumi irritanti, e coloranti, se hanno il sensore della pipì. Tutto questo non fa bene alla salute dei bambini. I lavabili sono in tessuti naturali come canapa e cotone e quindi privi di qualsiasi sostanza chimica.

Purtroppo la produzione di pannolini per l’infanzia non ha ancora una regolamentazione a livello internazionale. Qualche anno fa in Francia ha fatto scalpore un’indagine di Greenpeace che segnalava come fossero state trovate in un campione di pannolini usa e getta tracce di TBT (stagno tributile), battericida e fungicida molto potente usato come conservante nei tessuti. È una sostanza resa illegale nell’85 nei tamponi femminili perché collegato con lo shock tossico. In alcuni pannolini di marche blasonate questa sostanza è presente.

IL LAVABILE È BELLO PERCHÈ CREA RELAZIONE

“Giorgia Cozza nel suo libro “Pannolini lavabili” scrive che oltre a tutti i vari motivi che dovrebbero spingerci a scegliere il lavabile c’è anche un aspetto relazionale e di valore. “In qualche modo ti stai prendendo cura del tuo bambino, non prendi e butti via, ma curi, e il cambio del pannolino diventa un momento di relazione”. 

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CON I LAVABILI SI DIFFONDE UNA CULTURA ECOLOGICA E RISPETTOSA

“Spero che per mio figlio, essendo per lui il lavabile la normalità , verrà automatico pensare al lavabile quando e se dovrà pensare ad un pannolino. Il mio lavoro, la parte più bella del mio lavoro, è diffondere questo tipo di cultura. Ho chiesto all’asilo di mio figlio di usare i lavabili e hanno accettato”.

UNA SORPRESA INSPERATA

Il lockdown di marzo ha portato tantissime famiglie ad avvicinarsi al lavabile. Erica ne ha avuto la conferma dai produttori stessi. “Probabilmente il fatto di rimanere in casa ha portato molte persone a rivedere alcune cose a cui non avevano dato attenzione per mancanza di tempo. Alcuni mi hanno raccontato che solo restando a casa si sono resi conto della montagna di rifiuti che si produceva con i pannoloni usa e getta.”

Per chi volesse approfondire e consultare gli studi sui pannolini ecco un sito senza scopo di lucro pannoliniconsapevoli.it e mammachimica.it

Ora Erica ha trovato la sua dimensione, e noi la incoraggiamo perché è veramente spinta dalla volontà di diffondere la cultura del lavabile e lo fa con gioia. Lo si sente quando parla del suo lavoro. “Sto lavorando anche a livello locale con le amministrazioni comunali per diffondere e sensibilizzare all’uso dei lavabili. Anche per loro è un costo, lo smaltimento degli usa e getta.”

Nel suo negozio (Poropò – lavabili da amare – ora anche online) vende pannolini lavabili, prodotti zerowaste e prodotti per l’ecoflusso, come coppette e assorbenti lavabili. E poi fasce porta bebè. “Il mio amore per le fasce è nata ancora all’università, quando studiando antropologia mi sono imbattuta in questa studiosa del Sud Africa che parlava della differenza che c’è nel contatto fisico tra i paesi occidentali e paesi come l’Africa.”

Ma questa è un’altra storia.

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