Ecco come alcune varietà di frutta e verdura, dopo anni di coltivazioni selettive e modificazioni genetiche, sono cambiate a tal punto che i nostri antenati faticherebbero a riconoscere.


Se è vero che l’uomo sin dai tempi della nascita dell’agricoltura avvenuta 12mila anni fa ha sviluppato tecniche man mano sempre più evolute per migliorare le proprie coltivazioni, oggi – secondo Bruce Chasey, professore di biotecnologie all’università dell’Illinois –  molte colture, oltreché irriconoscibili per i nostri antenati, non sarebbero in grado di sopravvivere senza la continua cura dell’uomo.

Angurie

L’anguria è originaria dell’Africa, si è poi diffusa in Medio Oriente e, a partire dal 1600, nell’Europa mediterranea. Di quegli anni è un dipinto di Giovanni Stanchi che mostra come l’anguria avesse dimensioni più ridotte ed era suddivisa in sei sezioni distinte. Il rosso dell’anguria occupava una porzione minore e fungeva esclusivamente da membrana per i semi, conservandoli e proteggendoli. Oggi l’uomo ne ha modificato l’aspetto, non solo riuscendo ad aumentare la parte rossa ma, in alcuni casi, anche eliminando completamente i fastidiosi, almeno per alcuni, semi.

anguria confronto 2Ma nel 3000 a.C. l’anguria “africana” era ancor più diversa a quella raffigurata nel dipinto del pittore romano: innanzitutto ve ne erano solo sei varietà, aveva un diametro di appena 50 millimetri e un peso di 80 grammi. Rapportata all’anguria che oggi noi tutti conosciamo (oltre 1200 varietà coltivate, diametro di circa 660 millimetri e peso tra i 2 e gli 8 Kg) frutto di migliaia di anni di evoluzione indotta dall’uomo, significa che c’è stato un aumento del volume pari a 1680 volte 

Banane

La capostipite delle moderne banane è la Musa acuminatauna pianta erbacea gigante i cui frutti contengono numerosi semi duri. Il successivo incrocio con la Musa balbisiana ha portato alla banana che oggi tutti conosciamo. Le prime coltivazioni di banane selvatiche

banane confronto (a sinistra nell’immagine) risalgono a circa 10 mila anni fa in quella che oggi è la Papua Nuova Guinea. Tra il 1500 e il 1600 la pianta di banana fu introdotta dai portoghesi in America dall’Africa e successivamente il frutto venne conosciuto anche in Europa. Già comunque  intorno al 1400, grazie alla testimonianza del viaggiatore padovano Gabriele Capodilista, si ha la certezza che la banana veniva coltivata a Cipro nei dintorni dell’attuale città di Limassol.

Mais

La storia del mais moderno ha inizio circa 10 mila anni fa in quello che oggi è il Messico. Gli agricoltori dell’epoca diedero inizio all’addomesticamento del mais quando cominciarono a scegliere quali chicchi seminare, si accorsero infatti che non tutte le

maize evolution2 piante erano uguali: presumibilmente alcune erano caratterizzate da pannocchie più grandi, con chicchi più o meno amari, o più facili da macinare.  Si cominciò quindi a selezionare i semi per ottenere nella stagione successiva il raccolto desiderato.
Questo processo di coltivazione selettiva o selezione artificiale ha contribuito nel corso dei millenni a modificare radicalmente le caratteristiche, almeno esteriori, del mais.  Nel 7000 a.C. infatti vi erano solo 8 varietà di mais, le cui pannocchie misuravano circa 2 cm, davano non più di 10 chicchi molto duri e avevano un contenuto in zuccheri pari a meno del 2%. In 9 mila anni la pannocchia di mais, di cui oggi ne esistono circa 200 varietà, è diventata 1000 volte più grande, 3,5 volte più dolce, oltreché più facile da “sbucciare”

Pesca

pesca_anticaLa coltivazione della pesca ha inizio attorno al 4000 a.C. in Cina. Da lì verrà coltivata fino in Persia e, grazie ad Alessandro
Magno
, giunge in Grecia nel 330 a.C. I romani cominciarono a coltivarla nel I sec. a.C. soprattutto nelle zone dell’attuale Emilia Romagna. Il frutto venne esportato nelle Americhe dagli spagnoli nel XVI se., e infine fece la sua comparsa in Inghilterra e Francia nel XVII sec.
La pesca originale, quella cinese, di cui ve ne erano 3 varietà, era larga circa 2,5 cm e il nocciolo costituiva il 36% del volume totale. Millenni di selezioni hanno reso la pesca 16 volte più grande e con un nocciolo proporzionalmente molto più piccolo, il 27% più succosa e il 4% più dolce. Ad oggi ne vengono coltivate oltre 200 varietà.

Carota

La varietà Daucus carota, o carota sevatica, antenata dell’odierna carota, proviene dalla Persia. Una sottospecie della carotcarotea selvatica, Daucus carota sativus, è stata selettivamente coltivata nel corso dei secoli per aumentarne la dolcezza e ridurre le dimensioni del cuore, la dura parte interna. La pianta sembra essere stata introdotta in Europa dagli Arabi attorno all’ottavo secolo attraverso la Spagna, a quell’epoca però la radice era violacea. Solo alla fine del secolo XVII, in Olanda, fa la sua comparsa la carota di colore arancione. Alcuni coltivatori, per rendere omaggio alla casa regnante degli Orange, cominciarono infatti a coltivare selettivamente alcune varietà per conferire all’ortaggio il caratteristico colore che oggi tutti conosciamo.
Ad oggi esistono cinque tipologie di carote: la carota arancione, contenente vitamina A, la carota viola, ricca di polifenoli, flavonoidi e sostanze antiossidanti che combattono i radicali liberi, la carota gialla ricca di luteina, e le carote bianche e rosse.