Secondo appuntamento con Filiere corte: esperienze di incontro tra chi produce e chi consuma. Dai mercatini autogestiti agli orti nelle scuole, Filiere corte raccoglie storie di persone che dedicano il loro tempo alla ricostruzione della filiera agro-alimentare, partendo dal basso, cioè dalla terra.

Il Centro di alimentazione consapevole è un piccolo e accogliente locale nel cuore di Napoli, qui da circa due anni la sera una decina di commensali si siedono intorno allo stesso tavolo per consumare un pasto composto da piatti tipici della cucina napoletana. La particolarità di queste serate è il loro carattere divulgativo: nel corso della cena i consumatori vengono informati su come sono stati prodotti i cibi che stanno consumando e spesso i produttori stessi partecipano raccontando il loro lavoro in prima persona. “L’iniziativa nasce con l’intento di riscoprire i sapori e conoscere la filiera alimentare, partendo da prodotti locali di stagione” spiega Marina, tra le promotrici delle serate. “Durante le cene scopriamo piccole realtà imprenditoriali legate all’agricoltura e vi informiamo sui costi effettivi di ciò che mangiate. Avere conoscenza di questi aspetti può aiutarci a compiere delle scelte alimentari più autonome rispetto a quelle imposte dal mercato”.

Nato con l’obiettivo di avvicinare il cibo alle persone (e le persone al cibo) in modo consapevole, il Centro di alimentazione partenopeo promuove numerose iniziative, dagli incontri culinari con Federico, un medico cuoco che cucina solo cibi provenienti da agricoltura naturale e a chilometri zero, alle chiacchierate pubbliche con coltivatori come Massimo, laureato in storia ambientale e oggi contadino a tempo pieno, passando per giornate divulgative per uno svezzamento sano a dibattiti di analisi sulle filiere eque e sul ruolo politico del consumatore. “Essere consapevoli di quello che ingeriamo significa poter contribuire alla nostra salute e a quella del nostro pianeta” sostengono le due ideatrici del Centro di alimentazione consapevole, Paola Iaccarino e Marina Mosca “significa fare la scelta etica di un’alimentazione sostenibile, che non danneggia troppo il nostro pianeta, significa scegliere di eliminare cibi industriali che ci avvelenano e che alimentano il consumismo alimentare, sostituendoli con alternative gustose, salutari e fatte in casa”.