FUNZIONE: colorante

COS’È

Il biossido di titanio è un composto chimico di origine minerale che si presenta come una polvere cristallina dal colore biancastro. Utilizzato prevalentemente come pigmento bianco per le vernici, trova utilizzo anche nel settore alimentare sotto la sigla E171.

UTILIZZI NELL’INDUSTRIA ALIMENTARE

Il biossido di titanio (E171) viene usato come opacizzante e colorante bianco per la produzione di chewing-gum, confetti e altri tipi di dolciumi, prodotti da forno ma anche dentifrici e creme solari.

SALUTE

Una volta ingerito il biossido di titanio viene espulso dall’intestino e solo una piccola parte viene assorbita dal nostro organismo. Sebbene l’International Agency for Research on Cancer (IARC) consideri il biossido di titanio – E171 come “possibilmente cancerogeno” (in questo caso si prendeva in considerazione l’inalazione di tale sostanza, poiché il biossido di titanio viene usato anche nella produzione di vernici) , un rapporto EFSA del 2016 conclude che dai dati a disposizione, l’assorbimento per via orale di tale additivo risulta essere talmente basso da non costituire una minaccia per la salute umana.

Lo studio INRA

Uno studio condotto dall’Istituto francese INRA (National Institute for Agricultural Research) e reso pubblico su Scientific Report il 20 gennaio 2017 ha messo in evidenza per la prima volta la possibile cancerogenicità della sostanza quando assunta oralmente. È stato riscontrato come l’E171 transiti attraverso l’intestino e venga trasferito al sangue, fino ad essere assorbito dall’organismo. 

Una crescita precancerosa è stata riscontrata nell’intestino e nel colon del 40% dei topi esposti al composto chimico tramite acqua per 100 giorni.  È risultato inoltre che il biossido di titanio indebolisca il sistema immunitario dei topi.  Non è chiaro se il composto chimico possa avere effetti simili sull’organismo umano, tanto che gli studiosi sostengono che i risultati di tale studio non possono essere estrapolati ed applicati all’uomo.

In seguito a tale studio il  Ministro francese degli Affari Sociali e della Sanità ha dichiarato che si consulterà con l’Anses (Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l’environnement et du travail ) per verificare se l’additivo alimentare possa rappresentare una minaccia per la salute dei consumatori.