"Global Burden of Disease", lo studio più vasto e comprensivo effettuato ad oggi sullo stato di salute e sulla qualità di vita a livello globale, ci dice che non siamo tra i migliori, causa, tra le altre, l'obesità

Uno studio pubblicato su Lancet “Global Burden of Disease”  fornisce (ogni anno da tre anni) una fotografia dello stato di salute a livello globale, stilando una classifica che assegna un punteggio da 1 a 100 a 188 paesi nel mondo e che prende in considerazione 334 fattori tra cui  copertura sanitaria (pubblica o privata), conflitti, malnutrizione, accesso all’acqua, mortalità infantile ed altri aspetti ambientali e socio-economici come inquinamento, igiene, suicidi, fumo e alcol.

Si tratta dello studio più vasto e comprensivo effettuato ad oggi sullo stato di salute e sulla qualità di vita, condotto da 716 scienziati di 515 istituzioni in quasi 200 Paesi del mondo.

In questa classifica l’Italia non si assesta bene come ci si sarebbe potuti aspettare, appena al ventesimo posto, circa a metà tra i paesi industrializzati. A penalizzarci maggiormente, oltre al consumo di alcol, la violenza domestica e la qualità dell’aria, sarebbe il sovrappeso, con un punteggio di 39 su 100.
Sarebbero più del 30% i bambini italiani sovrappeso (tra gli adulti invece il 46,4%), mentre la quota degli obesi supera il 10% ed è in continuo aumento.
Anche a livello globale l’obesità è in crescita, dal 1975 ad oggi è quasi triplicata tra gli uomini e raddoppiata tra le donne.
Al mondo dunque ci sono più persone sovrappeso che malnutrite (641 milioni contro 462 milioni).
Un dato allarmante  che fa presagire l’impossibilita di raggiungere l’obbiettivo  fissato dalla FAO sull’ obesità, di crescita zero entro entro il 2025.

commenti (0 )

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>