Con le emissioni da allevamenti in costante crescita e i problemi di obesità sempre più diffusi, la Cina invita i cittadini ad un minor consumo di carne. E lo fa con delle linee guida e una campagna pubblicitaria.

Mentre l’amministrazione Obama si è mostrata cauta sul tema della carne (come si evince dalle linee guida pubblicate nel 2015 ostinatamente mute sul tema) in Cina si è deciso di agire in modo netto, viste le emissioni da allevamenti in costante crescita e i problemi di obesità sempre più diffusi.

Arnold Schwarzenegger, James Cameron by Vern Evans

La Chinese Nutrition Society (CNS) ha assoldato diverse celebrità, tra cui Arnold Schwarzenegger, James Cameron, e l’attrice Li Bingbing, per una campagna di livello nazionale contro l’eccessivo consumo di carne, in linea con le nuove direttive alimentari.

La campagna verterà sui benefici ambientali di un uso moderato di carne e sarà rappresentata da Schwarzenegger (che da tempo incoraggia le persone ad un uso limitato di carne) e Cameron (vegano dichiarato).

Un recente report pubblicato da  WildAid, partner della campagna, mostra come un cinese consumi in media 170 g di carne al giorno tra manzo, maiale e pollo.  Le ultime linee guida pubblicate dal CNS e dal Ministero della salute, consigliano di ridurre il consumo a 75 grammi.

Se, per assurdo,  un miliardo e trecentomila cinesi seguissero questi consigli, le emissioni connesse all’agricoltura scenderebbero del 12% e questo farebbe scendere le emissioni globali di circa 1,5 % (pari a quelle di Francia e Belgio messi assieme).

Ovviamente ci vorrà ben più di Terminator per convincere un’intera popolazione a consumare meno carne.

Il consumo di carne in Cina è destinato ad aumentare nei prossimi decenni

Un cinese in media mangia all’anno la metà della carne che consuma un americano, ma il numero di abitanti, in costante aumento, fa si che la Cina ne consumi già il doppio rispetto agli stati Uniti. Rapporto che entro il 2030 è destinato ad arrivare a tre a uno.

(WildAid)

Gli allevamenti che stanno alla base di questo tipo di dieta hanno un considerevole impatto sul clima. Manzo e ovini rilasciano grandi quantitativi di metano tramite fermentazione enterica. In seconda istanza ci sono il consumo del suolo, l’energia utilizzata per gli allevamenti e così via. In totale le emissioni derivate dagli allevamenti intensivi ammontano al 14,5 % sul totale a livello globale.

Un report Chatman House del 2015 illustra come il tipo di animale allevato faccia la differenza. Manzo e agnello producono la maggiore quantità di gas serra per chilo prodotto, il pollame, che converte l’alimentazione in modo piu efficace e necessita di meno terra, ne produce a confronto solo una parte esigua:

Esistono diversi modi di ridurre le emissioni da allevamento senza ridurre la produzione di carne, per esempio aggiungendo dei componenti chimici al foraggio per diminuire la fermentazione enterica, efficientare la gestione del letame, o diminuire le quantità di capi e migliorare l’alimentazione degli animali (Nature Climate Change).

Queste misure potrebbero diminuire le emissioni di un sesto circa. Strategie che non vanno sottovalutate, ma i paesi devono fare di più, cercando di cambiare le loro abitudini alimentari.

Le nuove guide alimentari cinesi verso una diminuzione del consumo di carne

Con l’aumentare della ricchezza, la China ha visto aumentare anche i problemi legati all’obesità, diabete, ipertensione, etc. Di conseguenza le autorità preposte alla salute pubblica, hanno diffuso delle linee guida che esortano ad un maggior consumo di vegetali e un minor consumo di carne. A maggio del 2016 la Chinese Nutritional Society, in collaborazione con il Ministero della Salute, ha pubblicato la pagoda alimentare (versione cinese della nostra piramide)

 (Chinese Dietary Guidelines)

Il consiglio è quello di restare tra i 40 e i 75 grammi di pesce al giorno, tra i 40 e i 75 grammi di manzo, maiale e pollo, e tra i 40 e i 50 grammi di uova. È una riduzione esigua rispetto alle linee guida diffuse nel 2007 che consigliavano un consumo di carne giornaliero tra i 50 e i 100 grammi al giorno.

Ad oggi in Cina si consuma molta più carne, circa 170 grammi e il numero è destinato a salire mano a mano che  aumenterà la sua ricchezza e una fetta sempre più consistente di popolazione raggiungerà la classe media.

Quest’ultimo grafico mostra il potenziale impatto delle linee guida.
La prima colonna mostra le emissioni legate al consumo di carne nel 2015 e quanto potrebbero diminuire se tutti seguissero le linee guida, la seconda colonna mostra gli stessi valori relativi al 2030:

In rapporto alle previsioni odierne, se tutti seguissero le linee guida si assisterebbe ad una diminuzione delle emissioni del 9,5%. Una situazione poco realistica, ma che dà l’idea di quali sarebbero le potenzialità di un simile cambiamento.

articolo originale 

commenti (0 )

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato

Puoi usare questi tag e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>