Le linee guida alimentari ufficiali di molti paesi molto spesso non prendono in dovuta considerazione l'aspetto della sostenibilità, a causa delle ingerenze più o meno accentuate delle corporation dell'industria alimentare.

Se è ormai assodato che la produzione di carne rappresenta una delle principali criticità a livello globale in termini di cambiamento climatico, consumo idrico, salute umana e trattamento degli animali, perché le piramidi alimentari ufficiali – tranne rare eccezioni (Svezia e Brasile) – non prendono in considerazione l’aspetto della sostenibilità, intesa soprattutto come eliminazione o riduzione di alimenti di derivazione animale?

Il motivo è abbastanza semplice: ci sono grossi interessi in ballo. Le politiche in campo alimentare sono fortemente influenzate dalle corporation del cibo come l’industria della carne negli USA o quella del latte in Canada. Interessi che non mancano ovviamente nemmeno in Italia: come spieghereste altrimenti la presenza di biscotti – considerati come vera e propria categoria alimentare al pari di cereali, pesce e frutta – nella piramide alimentare italiana?

Walter Willet dell’Università di Harvard, riferendosi alla piramide alimentare statunitense (ma non solo, aggiungiamo noi) pubblicata nel 2011 afferma:

“Sfortunatamente rappresenta un mix tra scienza e interessi di potenti corporation: non esattamente la ricetta per una sana alimentazione”. 

Insomma, le piramidi alimentari sono sempre state oggetto di dibattito più o meno acceso, essendo molti i fattori che le influenzano: fattori culturali, sociali, politici ed economici.

Ma c’è chi in questi dibattiti non ci vuole entrare e taglia la testa al toro proponendo una propria versione di piramide alimentare. L’ideatore è lo statunitense Matthew Kenney, e probabilmente non apprezzerebbe molto la metafora della testa del toro, dato che ha basato tutta la sua carriera di chef, imprenditore, editorialista e formatore sugli alimenti di origine vegetale. Attraverso le colonne del New York Observer o nelle conferenze in cui viene regolarmente invitato in giro per il mondo (qui un suo intervento al TED) Matthew non manca mai di sottolineare i difetti delle diete standard e l’impatto negativo che gli alimenti trasformati e la carne hanno sulla nostra salute, presentando i benefici – sia per la nostra salute che per il pianeta – di una dieta a base vegetale.

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Alla base della piramide ci sono le verdure a foglia, man mano che saliamo troviamo frutta, verdura, cereali, germogli, bacche, alghe e, in cima, oli spremuti a freddo e dolcificanti naturali.

Ci troviamo di fronte alla piramide alimentare del futuro? Forse. Di sicuro gli obiettivi che si pone sono moto legati al presente: fornire una guida – e non una regola, come lui stesso precisa – per un’alimentazione che ci permetta di vivere più a lungo e più in salute, riducendo allo stesso tempo il nostro impatto sul pianeta e le sue risorse.

FONTI

Matthew Kenney Cuisine
Forbes

 

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