Un mattino di qualche giorno fa mi sono alzata, ho messo su una tazza di tè verde, mi sono seduta alla scrivania ed ho iniziato a leggere di Lauren Singer. Credo di aver finalmente trovato la mia anima gemella.

di Madeleine Somerville

Chi è Lauren Singer? È una giovane donna di New York. Per alcuni aspetti io e lei siamo molto simili: autoproduciamo crema e dentifricio, preferiamo i rasoi in acciaio a quelli usa e getta e siamo addirittura fan dei barattoli per il caffè. Ma la vera ragione di questa attrazione è un’altra: Singer ha ridotto la sua produzione di rifiuti a tal punto che due anni della sua spazzatura riescono a stare in un contenitore da 5 litri.

Si. Lo so.

Storie come questa di gente eco-friendly  sono estremamente polarizzanti, così una volta letta questa frase probabilmente starete provando entusiasmo senza freni o furia cieca.

Ovviamente io provo la prima, ma capisco la rabbia. Davvero.

Voglio dire, ci stai provando. Ricicli, usi borracce di acciaio per l’acqua e leggi blog di strana gente che vuole usare il bicarbonato per lavarsi i capelli. Stai addirittura pensando di compostare (la prossima primavera, forse). Compi grandi passi avanti e pensi che quello che stai facendo possa alla fine fare la differenza. E poi ti arriva una cosa del genere che ti fa sembrare tutto inutile.

Leggi questa storia e poi guardi il bicchiere monouso che hai in una mano, il sacchetto di plastica che hai nell’altra. Immagini il sacco dell’immondizia pieno fino a scoppiare che hai convinto tuo marito a buttare ieri sera. Un barattolo? Un insignificante barattolo? Dio santo, che senso ha?

Capita di leggere storie di buoni esempi all’estremo e provare rabbia. Le storie che ci raccontano dei successi altrui (specialmente in ambiti dove noi difettiamo) ci colpiscono nelle nostre insicurezza. Ci sentiamo insicuri e sopraffatti dai nostri limiti – i nostri sprechi, la nostra disorganizzazione e la sensazione schiacciante che non potremo mai fare abbastanza.

Ma queste storie di spreco zero e di gente che fa a meno del frigorifero?  Sono saldi su un punto dello spettro ambientale. Dall’altra parte ci sono i cacciatori di cuccioli di foca, quelli che inquinano i mari col petrolio, i guidatori di Hummer che buttano sacchetti di patatine dal finestrino mentre scorrazzano in giro senza una meta apparente.

Io e voi? Ci annidiamo da qualche parte nel mezzo. Non abbiamo l’asciugatrice ma abbiamo un’auto. Compriamo usato ma ci dimentichiamo la sporta quando andiamo a fare la spesa. Questo spazio, questa terra di mezzo che può somigliare molto ad un limbo, è un gran bel posto in cui stare.

lauren-singer_2Pensiamo a Lauren Singer e company come foto a cui ispirarci da attaccare all’armadietto in palestra. Se ci si concentra sulle differenze – come la quantità di immondizia che produci e che potrebbe riempire diversi cassonetti piuttosto che un singolo barattolo, o il fatto che non vivi in un posto come New York con la sua enorme offerta di prodotti sfusi e con il suo eccellente sistema di trasporto pubblico – servirà solo a scoraggiarti. Guarda alle cose in comune invece.  Lauren Singer lavora full time, probabilmente come te. Vive in un piccolo appartamento. Si prende cura del suo aspetto e della sua casa e pare abbia una vita sociale attiva nonostante il suo strano rapporto con i rifiuti. Il suo stile di vita, sebbene estremo, è raggiungibile perché le cose che abbiamo in comune con lei sono molte di più di quelle che ci differenziano. C’è spazio per la bellezza, per il compromesso e il caffè da asporto occasionale anche quando dimentichi il barattolo.

Io e voi potremmo non arrivare mai a quel punto, ma questo non significa che non ci dovremmo provare.

(E, a  proposito, se vi state chiedendo se veramente abbia una foto di Lauren Singer sulla mia scrivania – si, ce l’ho.)

Articolo originale: https://www.theguardian.com/environment/2015/oct/13/lauren-singer-zero-trash-girl-green-eco-friendly-living

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