Il glifosato - il controverso principio attivo di Roundup - il diserbante più utilizzato al mondo - sarebbe sospettato di causare steaosi epatica (o fegato grasso) anche a dosi molto basse, secondo uno studio pubblicato dalla rivista Nature

Lo studio pubblicato dalla rivista Nature, è rivoluzionario poiché “è il primo a dimostrare una relazione causale tra livelli rilevanti a livello ambientale di Roundup  e una patologia seria” sostiene l ‘autore dello studio, il dottor Michael Antoniou del King’s College di Londra, che ha definito i risultati dello studio “molto preoccupanti“.

La steaosi epatica non alcolica è l’accumulo di grasso in eccesso da parte delle cellule del fegato dovuto a cause non riconducibili al consumo di alcol. È un disturbo molto serio che affligge più di 90 milioni di persone solo negli Stati Uniti.

Nel condurre lo studio i ricercatori hanno esaminato il fegato di ratti femmina che avevano assunto bassissime dosi di Roundup, appena 4 nanogrammi al giorno per chilo di peso corporeo, in un arco di tempo di due anni. Tale quantità è 75,000 volte meno dei livelli permessi in Europa e 435,000 volte rispetto ai livelli permessi negli USA. 

Come spiegato dal dottor Robin Mesnage, ricercatore del King’s College, al Daily Mail, “la concentrazione di glifosato aggiunta al beveraggio dei ratti corrisponde alla concentrazione rilevata nell’acqua del rubinetto in Inghilterra“. “È perfino minore della contaminazione registrata in alcuni cibi” ha aggiunto.

I ricercatori hanno dimostrato che il consumo di basse dosi di glifosato, se prolungato nel tempo, “può danneggiare seriamente le cellule del fegato causando gravi alterazioni ” ed è per questo, conclude il dottor Antoniou che “i legislatori dovrebbero riconsiderare la valutazione sulla sicurezza degli erbicidi a base di glifosato