sinazucar

Un fotografo spagnolo usa il linguaggio fotografico della pubblicità per mostrarci quanto zucchero si nasconde negli alimenti industriali

in collaborazione con – EchiS Incroci di Suoni 

Antonio R Estrada è un fotografo di Madrid e ha deciso di immortalare lo zucchero nascosto nei prodotti alimentari. Mezzo litro di Coca Cola contiene 13,25 zollette di zucchero mentre uno Yogurt Activia 0% ne ha 4, ma sono davvero poche le persone che si fermano a leggere le etichette o che sono in grado di valutare gli effetti di una tale assunzione nella dieta di tutti i giorni.

Mettendo insieme le sue competenze professionali e il desiderio di aumentare il livello di consapevolezza delle persone, Antonio ha lanciato alla fine del 2016 sinazucar.org un blog su cui pubblica fotografie in cui rende evidente la quantità di zucchero che abitualmente l’industria alimentare nasconde dentro i prodotti.

L’idea è semplice: si tratta di una serie di foto in cui i prodotti alimentari vengono immortalati a fianco del quantitativo di zucchero, in zollette, che contengono al loro intento.

Le conseguenze sul diabete o sul rischio di obesità di un consumo eccessivo di zuccheri sono note, spiega Estrada, ma molto raramente le persone assimilano le informazioni recepite e sono spinte a comportarsi di conseguenza. “Non si tratta di trasformare radicalmente le proprie abitudini alimentari” precisa Estrada in un’intervista al quotidiano portoghese Diario de Noticias “ma di fare in modo che la gente sia consapevole di quello che mette in bocca”.

Per raggiungere l’obiettivo Estrada ha fatto affidamento alle tecniche normalmente utilizzate dall’industria alimentare per pubblicizzare i propri prodotti. Gli scatti del fotografo madrileno sono elaborati con estrema perizia. Per ogni foto la posizione dei prodotti è scelta con cura: si utilizza uno studio fotografico e si scelgono le luci più appropriate. Per completare non si lesina sui ritocchi in post-produzione, proprio come fanno le marche quando vogliono attirare l’attenzione dei potenziali clienti.

“L’industria ci ha abituato a questo tipo di linguaggio”, sottolinea il fotografo. “Quello che vogliamo fare noi è però utilizzare l’impatto visivo per rendere palesi informazioni che in un secondo momento chiunque potrà leggere sul retro di un prodotto”.

“Per la maggior parte di noi è qualcosa di inavvertito. Per esempio uno yogurt per bambini della Nestlé contiene oltre 2 zollette di zucchero. E’ veramente necessario?”

Secondo Estrada la conseguenza più evidente è quella di abituare molto presto le persone a sapori dolci e in un certo senso di condizionare la ricerca di questo tipo di alimenti.

Magari guardando le foto ci sarà modo di riflettere, prima di consumare un caffè di Starbucks con le sue 20 zollette.

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